Forum nazionale «anzianità e migrazione»

Nel 1965 lo scrittore svizzero Max Frisch scriveva la celebre frase: «abbiamo chiamato braccia e sono venuti uomini». Negli anni sessanta del XX secolo (e anche in seguito) era opinione comune che gli emigranti venuti in Svizzera per lavorare sarebbero in ogni caso rientrati nei loro paesi. In realtà molti di questi lavoratori e lavoratrici ospiti rimangono in Svizzera anche quando sono in pensione perché qui vivono i loro figli, perché nella loro patria d’origine non si ritrovano ormai più e per ulteriori svariate ragioni.

Oggi ci rendiamo conto che per lunghi anni la Svizzera non ha conosciuto praticamente nessuna politica d’integrazione. La prima generazione d’emigranti, giunta da noi nel secondo dopoguerra, aveva poche opportunità formative e doveva lavorare duro. Oggi questi emigranti stanno meno bene di salute degli svizzeri e delle svizzere della loro età e in media hanno redditi più bassi.

Soltanto negli anni novanta del secolo scorso, autorità e istituzioni sociali cominciarono a rendersi conto che la popolazione in emigrazione stava invecchiando. Una pietra miliare di questo processo fu il simposio «anzianità e migrazione» del settembre 1999, organizzato dalla commissione federale degli stranieri cfs e da Pro Senectute Svizzera. Dalla collaborazione dei due enti, coadiuvati da altri enti, nacque nel 2003 il Forum nazionale «anzianità e migrazione».

Il forum, assieme a partner nazionali e internazionali, promuove il lavoro d’informazione e sensibilizzazione nonché la ricerca basilare sui temi dell’emigrazione. Si impegna per il miglioramento delle condizioni di salute e sociali delle e degli emigranti anziani in Svizzera. E si è dato l’obiettivo di migliorare i diritti di questa generazione di emigranti e di farle ottenere i dovuti riconoscimenti per il contributo, in termini di sviluppo economico, che ha dato al nostro Paese.
 
 

  Carta Forum nazionale «anzianità e migrazione»
  Portrait Forum nazionale «anzianità e migrazione»

 
 
 
 
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